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02-04-2009 Lettera a Karzai contro lo stupro legalizzato

Il Presidente dell'Afghanistan Hamid Karzai, secondo fonti ONU, avrebbe approvato una legge sul diritto di famiglia che di fatto legittima lo stupro famigliare, impedisce, nuovamente, alle donne di suonare e cantare in pubblico, di uscire da sole e di cercare lavoro (leggi i dettagli nell'agenzia a riguardo).

PeaceWaves, attraverso il suo Presidente, ha scritto una lettera aperta al Presidente Karzai ed alla Comunità Internazionale affinché questa legge, che di fatto è anticostituzionale e contro tutti i trattatati internazionali (peraltro firmati dall'Afghanistan), venga revocata.

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»  La lettera in Inglese
»  La notizia dell'approvazione della legge

Caro Presidente Karzai,

Sono il presidente e di una piccola organizzazione, PeaceWaves, che lavora nel suo Paese, splendido e martoriato, dal marzo del 2002. Siamo testimoni del processo di ricostruzione tra speranze e delusioni.

Abbiamo visto il suo popolo, le sue donne con la luce negli occhi dopo anni di tenebre. Abbiamo vissuto la gioia e la voglia di ricostruire; la sua gente e il suo Paese ci hanno fatto innamorare. Nel nostro piccolo abbiamo cercato di contribuire: scrivendo, parlando, cercando fondi, creando alleanze, che sono divenute amicizie, con organizzazioni della fragile ma entusiasta società civile afghana, realizzando progetti e quando il novembre del 2005 siamo riusciti ad aprire, grazie al lavoro dei partner afghani, una scuola di musica a Kabul aperta anche alle donne abbiamo creduto che davvero per il suo Paese potesse arrivare la svolta.

Siamo consapevoli delle sue difficoltà e crediamo di comprendere i motivi di molte decisioni con cui Lei cerca in tutti i modi di tenere insieme il Paese nelle sue diverse componenti, sappiamo quanto ami il suo Paese e quanto il suo Popolo le stia a cuore e sappiamo anche che è costretto da mille compromessi e certamente quello religioso e delle sue minoranze è uno dei più forti. Ma Mr. President non vogliamo e non possiamo credere che Lei possa tradire il suo popolo ed una parte delle sue donne solo per cercare di mantenere il potere.

Non crediamo che Lei, Mr. President, voglia barattare le donne per un po’ di potere. Non crediamo neppure che Lei, Mr. President, voglia tradire la sua giovane Costituzione fina dal preambolo dal comma 2 al comma 11 e nei suoi articoli 6, 7, 22, 24 … Così come , Mr. President, non crediamo che dopo tutta la fatica che ha fatto per riportare il suo Paese nel consesso internazionale, dopo aver firmato e condiviso tutti i trattati e le convenzioni relativi, tra l’altro, ai diritti dell’uomo, alla dignità della persona e ai diritti delle donne voglia smentirsi e ritirarsi ricacciando, di fatto, il Suo Paese fuori dalla Comunità internazionale e ai margini della storia.

Abbia fiducia, Mr. President nel suo Paese, , creda nelle sue donne, nei suoi giovani e creda nel suo Dio Misericordioso, pretenda un alto livello di cooperazione e solidarietà internazionale e creda in loro e troverà la forza per negoziare anche con le minoranze più ostili, senza, peraltro, doversi vergognare di averlo fatto.

Nutriamo ancora un po’ di fiducia in Lei, Mr. President, e crediamo anche che una buona parte del suo popolo si aspetti da Lei libertà, democrazia, giustizia sociale e pace: non ci deluda, non ci tradisca, non tradisca il Suo Paese, non si consegni alla storia come uno dei tanti persecutori delle donne. Donne che, come lei sa bene, hanno permesso al suo Paese di essere ancora tale.

Ritiri la sua firma dalla Legge che riguarda il codice che regola il Diritto di Famiglia per la minoranza Sciita Afghana, non costringa nuovamente le sue donne in un orribile passato che sembrava scongiurato, non decida che il corpo di una donna possa essere violato impunemente, non permetta che le donne debbano tornare al silenzio.

Se proprio ha bisogno di coraggio noi potremo dargliene non lasciandola solo, sostenendo la sua azione a favore delle donne e dei diritti aggiungendo molte firme a questa nostra lettera così come a tutte gli appelli che da ogni parte del mondo Le giungeranno.

Se proprio ha bisogno di coraggio chieda il conforto e il parere alla sua Gente attraverso un referendum popolare.

Mr. President scelga di essere un operatore di pace e lasci dietro le spalle logiche di potere prive di qualsiasi possibilità di successo.
Mr. President, una legge così da Lei non ce la saremmo mai aspettata ma Lei è ancora in tempo per farci ricredere… Sta a Lei…

Con un sincero amore per il suo Paese

Presidente PeaceWaves
Marco Braghero


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