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01-03-2011 La leadership? una questione di equilibrio

Chi può essere considerata una persona equilibrata? Questa domanda fu posta a Freud che diede una risposta, ormai famosa, “normale è una persona in grado di amare e lavorare - lieben und arbeiten – (1929)”.

Ora, guardando le recenti vicende che riguardano il nostro vecchio Presidente del Consiglio, ma anche quelle non tanto recenti, pare che da tempo non sia più una persona equilibrata. Quando un leader non riesce ad essere equilibrato ed inizia a comportarsi irrazionalmente, è il caso di preoccuparsi.

Manfred F.R. Kets de Vries, in “Leader giullari e impostori”, ci aiuta ad identificare alcuni segnali di pericolo. Mi piace sottoporvi, alcuni di questi segnali, sicuramente non esaustivi, come una specie di check list di controllo e valutazione dello stato di equilibrio del Premier:

- La visione del Leader manca di realismo?
- Il Leader trova sempre da ridire su tutti?
- Non accetta la responsabilità dei propri errori?
- Pensa che tutti siano per lui o contro di lui?
- Crede che tutte le sue dichiarazioni siano manipolate e distorte per colpirlo quanto meno nell’immagine?
- I membri della sua organizzazione (Partito, Governo, Azienda… - ma c’è differenza?) si sentono obbligati all’auto censura dato che il leader reagisce negativamente alle cattive notizie?
- Solo mostrandosi sempre d’accordo ed accondiscendenti col leader si fa carriera?
- Il leader pretenderebbe di prendere da solo tutte le decisioni?
- Pensa solo ai propri interessi personali?
- Ha bisogno di essere costantemente al centro dell’attenzione?
- È ossessionato dalla propria immagine pubblica?
- Nelle sue organizzazioni serpeggiano sospetto e sfiducia?
- Sta diventando meno accessibile?
- È eccessivamente sensibile ai simboli del successo o altri allettamenti dello stesso genere?
- È sempre più incapace di sopportare sentimenti di ansia, stress, frustrazione, dolore, delusione, depressione? Questa incapacità lo porta a delle reazioni impulsive con relativi comportamenti distruttivi e regressivi?
- Ricorre sempre più spesso a processi difensivi di tipo abbastanza primitivo (meccanismi psicologici, ad esempio: negazione, rimozione, proiezione…) per giustificare e controllare impulsi che altrimenti sarebbero giudicati inaccettabili o che causerebbero conflitti?
- Si rifiuta di programmare la propria successione?

Se a diverse di queste domande potete dare una risposta affermativa, è il caso di preoccuparsi per la sorte e il futuro del Paese. Probabilmente la salute mentale del leader è compromessa. Aiutiamolo a prendere una decisione, finalmente saggia, per la sua e soprattutto per la nostra salute pubblica: dimissioni dagli incarichi pubblici ed un lungo periodo di riposo.

Kairos
PeaceWaves International Network

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