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03-03-2011 Contro il Popolo, in nome del Popolo!

Gentile Cavaliere,
come ha potuto sparare sulla Sua gente, contro la scuola italiana, Lei che combatte tutte le Sue battaglie (come alcuni Suoi amici o ex-amici) in nome del popolo? Dicendo al Congresso dei Cristiano-riformisti che “gli insegnanti della scuola pubblica inculcano ideali diversi da quelli delle famiglie” ha appena insultato ciò che Lei rappresenta ai massimi livelli: lo stato; perché vede la scuola pubblica è la scuola di tutti e, indipendentemente dagli orientamenti politici di chi la frequenta e vi lavora, essa svolge la funzione-virtù-civica di aiutare a pensare. Ha mai riflettuto sul fatto che il pensiero non richieda soltanto intelligenza e profondità, ma soprattutto coraggio?

INCULCARE significa calcare dentro…zucche vuote! E’ questo che pensa, Presidente? Ma che tipo di scuola ha frequentato?
Certo, il libero pensiero e la cultura, che trovano ancora spazio nelle scuole del nostro Paese, non favoriscono l’indottrinamento e la manipolazione delle coscienze, “materie” delle quali vorrebbe, forse, essere l’unico dispensatore-inculcante?

Per fortuna ci sono docenti, studenti, studentesse, lavoratori e lavoratrici, nella scuola di tutti, che sanno mantenere un rapporto vivo con il mondo e con gli altri, grazie a quell’inestricabile intreccio di fatica, dedizione, responsabilità e stupore, che finora ha costituito la condizione umana.

La disumanità, Gentile Cavaliere, è legata al Suo concetto di un’unica verità.
Mentre la virtù civica ha bisogno di alimentarsi di pace, rispetto, pari dignità, accoglienza, confronto per la risoluzione dei conflitti in modo non violento. Questo è ciò che troviamo nella cultura, che ci permette di costruirci una personale e libera visione del mondo, di fare delle scelte, decidere ogni volta da che parte stare. Cultura è possedere conoscenze, saperle utilizzare per risolvere problemi, per guardare dietro l’angolo, coltivare sogni, sistemi valoriali, cercare di essere felici; cultura è avere capacità critica e dunque non lasciarsi incantare facilmente dal pifferaio magico di turno…

Se c’è una crisi evidente del sistema-scuola-italiano è che esso ha subito, grazie alla cecità pericolosa e suicida del Suo Ministero che tante risorse umane e materiali ha tolto agli istituti scolastici del territorio, una cura dimagrante che ha portato all’anoressia. Uno stato patologico e autodistruttivo che Lei farà pagare, come al solito, a qualcun altro. Vede Presidente, investire nella scuola pubblica oltre che essere un progetto costituzionale della convivenza comune è la garanzia delle posizioni particolari. Ma Lei, che come afferma Azzariti, non salva né il Parlamento, né i giudici, né il Quirinale, che è la sostanza stessa del nostro sistema costituzionale, può essere sensibile agli Organi di garanzia? No, perché non sono di Sua proprietà!

Gentile Cavaliere, vado a concludere perché Lei abbia il tempo di lavorare per noi e non trovi, anche in me, un ostacolo ed un capro espiatorio ai Suoi fallimenti riformisti, travestiti da impedimenti. Lo sanno anche i bambini che Lei non è mai responsabile di nulla!
La colpa è dei comunisti, della scuola, dei giudici, del Capo dello Stato, dell’opposizione, delle donne (quelle che non sono a Sua disposizione, beninteso)…

La cultura, quella che circola ancora nella scuola pubblica, è responsabilità. Per questo fare cultura, investire in educazione e ricerca , in pensiero creativo e divergente è amare la vita e i giovani, che la esprimono in massimo grado; è sognare e rispettare in loro i futuri maestri. Fare cultura è alimentare la speranza. Se essa muore rimane un buco. E la fame. Che va a nutrire l’esercito dei disperati pronti a tutto. Ma prima può esprimere la folla/follia di innocenti che punta semplicemente il dito e prima sussurra, poi grida: IL RE E’ NUDO!

Manuela Ormea
Docente di Lettere presso l’IIS “Ruffini-Aicardi”di rama di Taggia, Presidente del Centro Iniziativa Donne onlus di Sanremo.

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